Brocca: sgabello in legno di abete

Brocca: sgabello in legno di abete

Le Brocche erano dei caratteristici chiodi fatti a mano utilizzati nella costruzione delle scarpe e prodotti fino ad un secolo fa. Erano prevalentemente destinati alla realizzazione degli scarponi dei soldati impegnati nella difesa dei confini in montagna, in particolare durante il primo conflitto mondiale. Queste forme particolari hanno ispirato lo sgabello proposto che, oltre alle forme, vuole riprenderne il concetto di lavorazione artigianale in modo tale che ogni oggetto realizzato, sia veramente unico.

Il legno di abete ben si presta a questo tipo di lavorazione manuale e artigianale: è adatto alla realizzazione sia delle gambe, sia degli elementi che ne compongono la seduta.

Le gambe rastremate ed irregolari riprendono stilisticamente la forma della punta delle brocche, ognuna lavorata “a mano” e con spigoli smussati, conferendo ad ogni pezzo un carattere di singolarità ed unicità. Sono fissate alla scocca della seduta mediante incollaggio, rinforzato da un doppio incastro a coda di rondine nel punto di maggiore sollecitazione.

sgabello legno

La scocca è costruita da cinque elementi lavorati, sagomati e incollati; successivamente alla realizzazione del blocco scocca-gambe, è incollato il piano di seduta a completamento dello sgabello. Questo sistema costruttivo permette di sfruttare al meglio le caratteristiche fisico/meccaniche del materiale usato, ponendo la massima attenzione alla direzione delle fibre del legno.

la finitura finale è a cera naturale.

autocostruzione: dal progetto alla realizzazione di due studi professionali a Riva del Garda

schizzo studio
schizzo di studio

Autocostruzione: la ristrutturazione di un centro benessere a Riva del Garda (Tn) da convertire in due spaziosi studi professionali (architettura e psicologia) con abbinato un mini laboratorio per la lavorazione del legno.immagini studi professionali

Le pareti divisorie interne sono realizzate con un’intelaiatura di legno di abete e pannelli osb incollati; la finitura superficiale è completata da cartongesso e pannelli in abete multistrato di qualità B-C trattati con una velatura bianca a base d’acqua per evitare un rapido ingiallimento del legno. Il pavimento – rialzato rispetto all’originale – è stato isolato evitando fastidiosi ponti termici e per creare un supporto ideale alla posa del pavimento in ulivo.

Il progetto è stato pensato anche come recupero di alcuni elementi esistenti quali le porte interne riverniciate e posate a filo muro, dove il telaio è parzialmente itegrato con il cartongesso; i radiatori, parte dei controsoffitti ed i lavelli. L’ingresso con un piccolo servizio è impreziosito da un rivestimento in listelli di legno di recupero (abete, pino silvestre, larice, noce, rovere, acero, frassino, ciliegio): tutti i pezzi sono “scarti” di lavorazioni del legno degli ultimi 25 anni dei miei lavori in legno o di restauro/recupero.  I corpi illuminanti sono tutti a basso consumo e luci led. Completano l’impianto  quattro lampade recuperate dai vecchi lampioni stradali del Comune di Faver. Tutte le opere, esclusi gli impianti ed i cartongessi, sono stati interamente eseguiti dal sottoscritto.

L’impianto elettrico è stato realizzato da Dario Vecchi di Arco (Tn)

L’impianto termosanitario da LC idraulica di Dro (Tn)

Il portoncino d’ingresso dalla ditta Bailoni http://www.bailoniserramenti.it/

I pavimenti sono stati forniti dalla ditta De Pino Parquet: http://www.depino.com/olivewoodcollection/index.html

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cappotto interno realizzato in polistirolo da 3 cm
ingresso
l’ingresso
rivestimento con legname di recupero
rivestimento con legname di recupero
rivestimento parete in legno
rivestimento parete in legno

 

allestimento: concorso ADI

dettaglio punto informazioniProgetto di concorso per l’allestimento del Premio Compasso d’Oro ADI …Un involucro che prende forma e si tras-forma in una sequenza di rampe aperte o chiuse e piani intermedi; che esce inglobando parte della galleria centrale mostrando la sua compattezza e portando fuori alcuni elementi espositivi in un dialogo aperto e fortemente dinamico tra interno ed esterno, tra pieno e vuoto, tra buio e luce. In questo modo il materiale disponibile diventa attore principale in grado di captare l’attenzione dei passanti nella galleria. Le rampe parte di questo involucro hanno una pendenza del 5%, garantendo la fruibilità anche alle persone diversamente abili. La scelta del legno come materia prima dell’involucro è un forte richiamo a quello che, con ogni probabilità, è stato il materiale usato dai primi uomini per realizzare i propri arnesi e strumenti. Un materiale vivo, come il design è o dovrebbe sempre essere. I ballatoi sono realizzati con mensole in acciaio rivestite in legno, ancorate alla parte strutturale delle murature esistenti e preventivamente rinforzate…

All’ingresso è posizionato un altro blocco composto da un bancone semitrasparente dove sono ospitati la biglietteria, il punto informazioni e il guardaroba; dietro il guardaroba due servizi igienici e in diretta relazione con lo spazio espositivo la scala e l’ascensore ideati come conclusione dell’intero allestimento, ma anche come necessaria uscita di sicurezza del primo piano. L’altra uscita di sicurezza è posta sul lato opposto e prevede l’utilizzo del vano scala esistente oltre al montacarichi per il trasporto dei materiali.”

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Molin de Portegnach Faver Tn

molin de portegnachLa storia di questo edificio è molto simile a quella degli oltre 60 opifici che esistevano a metà del XIX secolo in Val di Cembra, quando ci fu un vero e proprio boom costruttivo ed un altrettanto veloce abbandono.

Costruito negli anni 1857-59 dal proprietario Andrea Tabarelli detto Nold di Faver -la famiglia era di antica tradizione molitoria- è stato allestito internamente da altre manovalanze: il blocco macine in legno e pietra fu realizzato da Matteo Svaldi detto Bancherin di Miola di Pinè e probabilmente da Domenico Tabarelli, suocero di Andrea. (le iniziali dei due artigiani sono incise sui pilastri in porfido di sostegno del castelletto delle macine). La strada sotto il mulino era l’antica strada imperiale, l’unica strada carrabile della valle che da Lavis conduceva il val di Fiemme. Oltre il rio che scorre poco lontano, la strada è ora ridotta ad un sentiero.

La parte interna del mulino prevedeva una divisione degli spazi a “misura d’uomo” o, meglio, di mugnaio: al piano terra la sala dedicata al lavoro aveva un’altezza di 420 cm, affiancata da una piccola stanza con stufa e pavimento in legno e da una cucina con focolare aperto e pavimento in lastre di porfido. Al piano superiore si trovava il deposito delle granaglie, collegato direttamente al castelletto delle macine.

L’associazione Sorgente ’90 acquista l’edificio con fondi propri nel 2003 ed inizia da subito il lungo iter progettuale; l’intento è conservare il più possibile la struttura esistente, aggiungendo esternamente tutti gli spazi necessari alle attività ed i servizi connessi.

Il progetto riprende l’idea originaria della “dimensione umana”, dove i 226 cm -corrispondenti all’altezza della cucina e stanza originaria- rappresentano la griglia che scandisce la distribuzione interna; i tre colori utilizzati per contraddistinguere gli spazi ai vari livelli, sono quelli del logo dell’associazione (tre strisce di colore giallo, rosso e blu).

L’esterno è stato pensato come una struttura in sintonia con l’ambiente circostante dove, la presenza del bosco ed il rio, hanno definito quelli che dovevano essere i materiali da utilizzare: il legno di larice e la pietra di fiume.

All’intervento di realizzazione iniziato nel 2006 e completato nel 2008, hanno contribuito diverse ditte locali e sopratutto numerosi volontari, che, gratuitamente, hanno impiegato il loro prezioso tempo nel rivestire tutte le murature in pietra, realizzare le pavimentazioni esterne ed interne, i rivestimenti in legno, le ruote e gli ingranaggi, parte degli arredi e tutte le sistemazioni a verde. Il lavoro dei volontari è stato il vero valore aggiunto all’intera opera.

La struttura finale è un centro culturale aperto a tutti, dove è possibile svolgere tutte la attività culturali e non solo. Infatti, è dotata di una serie di spazi così organizzati:

SALA PROVE/REGISTRAZIONE Pensando in particolare ai giovani della valle (ma anche ai gruppi provenienti da altre zone) all’interno della struttura è stata realizzata una sala prove attrezzata per produzioni e registrazioni musicali; tutti i gruppi possono accedervi, previo richiesta.

SALA MACINE Sala di rappresentanza con possibilità di organizzare convegni mostre e conferenze. La presenza delle antiche macine caratterizza la sala e la rende particolarmente suggestiva , creando una atmosfera accogliente per gli ospiti. In questa sala l’associazione tiene generalmente le proprie conferenze e le proiezioni dei film. A breve sarà celebrato anche il primo matrimonio.

SOPPALCO Il soppalco ospita una libreria grazie alle donazioni di libri da parte di privati, case editrici e ditte di stampa.

molin de portegnach architetto sergio paolazziPianta sala macine

ANGOLO COTTURA Al primo piano abbiamo una funzionale cucina di supporto ai gruppi ospitati ma anche fondamentale per la preparazione delle cene che l’associazione organizza in più occasioni.

SEGRETERIA E’ l’ufficio al primo piano riservato all’associazione, dove ci troviamo settimanalmente per le nostre riunioni e la programmazione;molin de portegnach architetto sergio paolazzi talvolta è utilizzata come sala pranzo.

SALA POLIVALENTE & LABORATORIO E’ la sala al piano terra, utilizzata per spettacoli ed attività teatrali, musicali, mostre, laboratori della manualità, corsi.

E’ affiancata dal laboratorio dell’acqua, spazio pensato come luogo di dibattito e archivio su tematiche ambientali. Questo spazio non è stato ancora allestito ed è utilizzato come magazzino

SORGENTE ’90 è un’ associazione culturale che si occupa di sviluppare tematiche, ricerche, dibattiti, ed occasioni atte al recupero della memoria storica, dello sviluppo sostenibile e della crescita socio – culturale.

 

scala in legno

scala in legno val di fiemmescala in legno

Il camino si sviluppa intorno alla scala in legno di larice a quattro rampe che collega i tre livelli dell’abitazione, situata in Val di Fiemme. Il larice è un materiale nobile da sempre utilizzato nelle costruzioni alpine per le sue caratteristiche di lavorabilità, resistenza e durevolezza: nel progetto è utilizzato per la scala, per il pavimento e per gli arredi fissi.

 

Il camino è stato ripensato e riprogettato, proponendo ora una stufa in ceramica di stampo più tradizionale. Prossimamente le foto della realizzazione

 

 

lavori in corso

posa scala e stufa